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Antonio Di DomenicoMARGHERITA DI SAVOIA - Il professor Antonio Amedeo Di Domenico è stato il mio preside nel Liceo “Staffa”, dove ho insegnato per molti anni. L’ho rincontrato in una delle tante iniziative che l’Università della Terza Età propone a Margherita di Savoia e ci siamo confrontati su come si possa vivere la vecchiaia senza considerarla la fase peggiore della propria vita. Chiacchierando con lui, mi sono resa conto che il pensionato Antonio Di Domenico, attuale presidente dell’UNITRE, è un esempio vivente di un’esistenza culturalmente attiva che suggerisce ad ogni anziano l’adagio “Vieni, invecchia con me. Il meglio è ancora da venire”.

Dopo essere andato in pensione, sei tornato ad interessarti con maggior impegno del tuo paese di nascita, Castelluccio dei Sauri. Perché mai, questo ritorno di fiamma?

«In pensione dal 1° settembre 2009 (dopo 21 anni di insegnamento e altrettanti di dirigenza scolastica), pensai bene di occuparmi delle sorti (“magnifiche e progressive”) del paese d’origine, Castelluccio dei Sauri, un borgo di 2.100 abitanti in provincia di Foggia, sulle prime balze del cosiddetto Subappennino Dauno (vecchia denominazione geografica gradita ai media) ovvero dei Monti Dauni Meridionali (denominazione ufficiale negli atti amministrativi correnti).

Le avevo abbandonate, quelle sorti, quarant’anni prima, emigrando a Margherita di Savoia, per mettervi nuove e durature radici, se si eccettua un temporaneo peregrinare, per svolgere le funzioni dirigenziali, tra Padania, Gargano, Cerignola, Foggia, Bari e soprattutto Trinitapoli (ad uno schioppo da casa), dove la permanenza si è protratta per un più lungo periodo (5 anni).

Quale il mio scopo di un ritorno alle origini? Forse una sorta di sfida all’evangelico nemo propheta in patria sua o forse - più verosimilmente - quel senso di colpa che, prima o poi, s’incunea come un tarlo nella mente di ogni emigrato per aver messo a frutto i propri “talenti” in una comunità diversa da quella che lo aveva generato. Insomma, un po’ una sfida, un po’ l’orgoglio di mostrare ciò che era diventato quel timido giovincello partito più di quarant’anni prima e un po’ la necessità di dare nuovo senso e valore all’ultima parte della propria esistenza. Sono stato candidato sindaco nel 2012, finito tra i banchi dell’opposizione per il quinquennio successivo e - in quella veste - fondatore e animatore dell’associazione culturale “il Serbatoio”; poi assessore alla cultura, allo spettacolo e al turismo dal giugno 2017 al giugno 2022.»

In questi anni di impegno politico hai abbandonato Margherita di Savoia, la tua città di residenza?

«Parallelamente, non ho mai fatto venir meno l’impegno in campo socio-culturale a Margherita di Savoia. Rientrato nei ranghi dell’UNITRE - Università delle Terza Età, dal marzo 2017 ricopro la carica di Presidente.»

Quali attività culturali e ricreative stai programmando con i tuoi colleghi dell’UNITRE per il prossimo anno accademico? Accogliete iscritti anche dei paesi vicini?

«L’Università della Terza Età - UNITRE - Università delle Tre Età è un’associazione di promozione sociale (A.P.S.), dalla legge riconosciuta quale ente del Terzo Settore. Le finalità previste dallo statuto sono quelle di “educare, formare, informare, fare prevenzione nell’ottica di una educazione permanente, ricorrente e rinnovata e di un invecchiamento attivo”. L’offerta formativa mira sia a recepire le istanze provenienti dal sociale sia a favorire lo scambio tra le diverse generazioni (cosiddette tre età). Per il prossimo anno accademico (da ottobre a giugno) il programma, che si avvarrà della collaborazione di altri enti e associazioni presenti sul territorio comunale e provinciale, è ricco e articolato. Accanto ai corsi e laboratori rivolti agli iscritti (Bricolage, Burraco, Tai chi, Corale, Francese, Inglese, Scienze umane, Narrativa contemporanea, Storia del Jazz, Teatro, Salute e benessere, Letture espressive, Cineforum, Letteratura e vita, Storia, Geografia, Narrativa del folklore e delle tradizioni popolari, Viaggio nel melodramma italiano, Vivere in comunità tra etnologia ed educazione civica), sono previste attività collaterali aperte all’intera comunità, tra le quali una escursione storico-naturalistica sul promontorio del Gargano, una giornata commemorativa su Emanuele Amoroso, la partecipazione alla rassegna regionale dei cori Unitre, concerti, spettacoli ed altri eventi culturali. Tra i soci sono attualmente presenti amici, molto attivi nel gruppo, provenienti dai comuni vicini (Trinitapoli e San Ferdinando). Le iscrizioni sono aperte a tutti.»

ANTONIETTA D’INTRONO

Articolo tratto da Corriere Ofanto - clicca qui

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